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[160] Capitolo XXVi Delli abbellimenti e adornamenti. Capitolo XXVi Delli abbellimenti e adornamenti.

Vi sono acluni abbellimenti, quali sono di buon gusto di che suona, e vengono fatti ˛ secondo il camninare del basso, ˛ secondo il bel cantar delle parti, mÓ perche detti abbellimenti riescono allo scolare molto difficile Ó ritrovarli, ne pongo alcuni essempi, come farebbe il caminare per terza ˛ per decima con il basso, come
exemplum 1
o vero caminando di 3.a ˛ sopra ˛ sotto alla parte, che cantasse cosi
exemplum 2
exemplum 3
overo senza farvi la parte, che canta
exemplum 4
exemplum 5
˛ vero senza fare la parte, che canta, che mi pare meglio, e poi conforme il gusto di chi suona
exemplum 6
Fanno bell'effetto l'imitationi ˛ avanti ˛ doppo il basso come
exemplum 7

[162]

Non deve per˛ l'organista far quelli imitationi, se le fanno le parti che cantano, perche facendole, non farebbe cosi spicciare la compositione, e lasciar gondere pi¨ il cantore, e solo lo deve fare, quando le parti non le fanno che ad'arte il compositore non stringe subito l'imitatione con tutte le parti, acci˛ pi¨ dilettino col stringerlo, poi nel fine.
DarÓ ancora campo Ó fare l'imitatione, quando la compositione Ŕ a voce sola,˛ Ó poce voci.
Se Ŕ messo gradamente in uso hoggidi il suonar pieno, quanto si pu˛, e con false che dilettino, cercando in questo solamente il gusto dell'orecchie si nella pienezza dell'armonia, che nella falsitÓ, nel qual modo nonsi pu˛ caminare molto con scrupoli circa il sfuggire gl'errori, come le due quinte, ˛ le due 8.va seguite frÓ le parti, et i cattivi movimenti, poiche per suonar pieno, bisognerÓ concedere, qualche cosa, che non possa stare nelle regole del ben suonare, e nelle falsi non si potrÓ tanto osservare, che siano legate prima e poi risolute, e nell'ordine delle consonanze non si potrÓ caminare cosi regolato, e basterÓ riguardersi di non fare la 2.a 5.a, e le due 8.va seguite frÓ il ba sso, et il soprano, perche essendo si dilettevole questo bel modo di suonare detto communemente d'acciaccature,

[163]

l'orecchio restÓ tanto sodisfatto della pienezza dell'armonia, e delle false, che per odere tal sodisfattione, bisognerÓ come si Ŕ detto lasciar li scrupoli dÓ parte altrimente si resterÓ nell'antico modo di suonar secco, dove con la molta armonia, benchesi faccino le due 5.$^e$ e le due 8.$^e$ frÓ le parti non restano distinte, che possino ostendere l'orecchio, e per dar'un poco di lumo Ó chi vorrÓ praticare questo modo, hÓ messo intavolatura questa mia arietta, acci˛ il scolare cognoscÓ questa come si possÓ col suo giudizio governare.
FrÓ le consonanze pongo tal volta alcune dissonanze toccandole e subito lasciandole, e la chiamo mordente, quasi un picciol morso d'animaletto, quale Ó pena ponga il dente, e per salto lo toglie, e se ad alcuno piaccesse pi¨ tenere, che levare la dissonanza, starÓ in suo arbitrio
exemplum 1
Son un certo spiritello
che d˛ Ó tutti nel lumore
mÓ pi¨ noti h˛ nel cervello
ch'oriol nel batter l'hore.
Col martel dell'empietade
ogni cor posso disfare
con la falce di beltade
mille vite trucidare.
Non andran miei colpi al vento
che s'un vive, morran cento
Non son poi tanto severa,
quanto il mondo crede, e pensa,
Mostrar s˛ la buon ciera
Ó chi gratie mi dispensa.
Se vi fosse un bell'umore,
che far voglia il capriccioso,
gli farÓ provar mio core,
che sÓ Ó tempo esser sdegnoso;
gli darÓ gioie et affanni,
giudare fede, et usar inganni.


last modified Sat Aug 6 09:07:34 2005 by Bernhard Lang
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